Gli scritti di Antonio Pezzullo
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Albert SABIN, un benefattore dell’umanità
“Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto: è il mio regalo a tutti i bambini del mondo”.
La storia ricorda spesso le gesta di grandi uomini o donne, per lo più imperatori, re, regine, capi di Stato, condottieri, guerrieri, navigatori, ecc. che hanno contribuito più di altri a scrivere le vicende del mondo.
Le gesta di questi grandi uomini/donne sono però legate per lo più a guerre, battaglie, conquiste e di conseguenza anche alle tragedie provocate all’umanità.
Per fortuna ci sono state anche delle grandi eccezioni, date soprattutto da essere umani che, per le loro convinzioni religiose, morali, umanitarie, hanno messo la loro vita al servizio del prossimo.
Uno di questi è stato sicuramente Albert Bruce Sabin, il medico che ideò il vaccino antipolio, una delle scoperte mediche più importanti di sempre.
Nacque da una famiglia ebrea nel 1906 in un villaggio polacco che al tempo era sotto la “protezione” della Russia degli zar. A causa del sempre più difficile clima ostile nei confronti della comunità ebraica, poco più che quindicenne emigrò con la famiglia in America, e precisamente nel New Jersey, dove nel 1930 venne naturalizzato cittadino statunitense.
Dopo aver frequentato con successo la facoltà d’odontoiatria alla New York University, la sua vita (e, come vedremo, quelle di milioni di bambini in tutto il mondo) cambiò quando lesse per caso un libro di Paul de Kruif intitolato “I cacciatori di microbi”. Questa lettura lo lasciò talmente affascinato che da studente modello d’odontoiatria cambiò l’indirizzo dei propri studi a favore della facoltà di medicina. Al termine degli stessi, divenne subito l’assistente del Dottor William H. Park, il medico-ricercatore che aveva debellato la difterite.
La scelta di studiare proprio il terribile virus della poliomielite fu determinata da una serie di fortunate combinazioni: questa malattia si manifestò negli anni ’30 pesantemente proprio a New York e per questo il suo maestro dottor Park consigliò al suo più brillante allievo di dedicarsi alla malattia.
La poliomielite, anche detta “paralisi infantile”, è una malattia virale acuta, altamente infettiva, che colpiva specialmente i bambini. Quando non uccideva, quest’aggressiva malattia provocava paralisi irreversibili e dunque danni permanenti. Il genere umano ha dovuto a lungo convivere con il virus della polio senza aver a disposizione alcun rimedio utile.
Sabin si dedicò in maniera meticolosa allo studio di questo virus e risultati non si fecero attendere: nel 1933, a meno di 2 anni dall’inizio degli studi, dimostrò che il virus era “enterico”, cioè si moltiplicava nell’intestino e non era di tipo “respiratorio”, come si era creduto sino ad allora. Dopo 20 anni di ricerche, finalmente nel 1953 Albert Sabin annunziò incoraggianti risultati del suo vaccino in base a test condotti sugli animali, ma non venne creduto, almeno negli USA.
Si dovette aspettare qualche anno finché alcuni paesi dell’Europa dell’Est diedero credito alle sue scoperte ed agli inizi degli anni ‘60 iniziarono a vaccinare alcune centinaia di migliaia di bambini. I risultati furono strabilianti: grazie al vaccino di Sabin, non si verificarono ulteriori casi di poliomielite poiché il vaccino riusciva a coprire tutti i 3 ceppi in cui si differenziava il terribile virus.
Finalmente anche gli USA, seppur con ritardo, adottò il metodo del grande scienziato, salvando così la vita a molti bambini americani. Da qui, la sua diffusione in tutto il mondo.
Il vaccino anti-polio di Sabin fu autorizzato in Italia nel 1963 e fu reso obbligatorio nel 1966. Questo provocò la scomparsa della malattia anche nel nostro Paese, come in tutti gli altri dove era stato reso obbligatorio.
Il vaccino sviluppato da Sabin era in grado di proteggere bene già dopo una sola somministrazione, che peraltro avveniva per bocca: si trattava infatti di un vaccino in gocce. Le gocce, dal sapore molto amaro, venivano appunto messe su un cucchiaino e per farle ingerire ai bambini venivano mischiate con un po’ di zucchero. Il vaccino di Sabin divenne così popolare che fu citato persino nel famoso film Mary Poppins, in una frase della celeberrima canzone: “Spoonful of sugar helps the medicine go down”.
La storia del medico Albert Sabin e della “zolletta di zucchero” con la quale somministrò il vaccino a milioni di bambini, merita dunque di essere conosciuta da tutti.
Così come meritano di essere conosciute due celebri frasi che il medico pronunciò, incalzato dai giornalisti di tutto il mondo:
“Tanti insistevano che brevettassi il vaccino, ma non ho voluto. È il mio regalo a tutti i bambini del mondo”.
Alla domanda se volesse vendicarsi delle due sue nipotine uccise dai nazisti durante la seconda guerra mondiale rispose: “Mi hanno ucciso due meravigliose nipotine, ma io ho salvato i bambini di tutta l’Europa. Non la trova una splendida vendetta? Vede, io credo che l’uomo più potente sia quello che riesce a trasformare il nemico in un fratello”.
Sabin non trasse alcun vantaggio economico dalla sua invenzione, dalla realizzazione del suo diffusissimo vaccino anti-polio Sabin non guadagnò nemmeno un centesimo, affinché un prezzo più contenuto facilitasse la sua più ampia diffusione possibile. Si manteneva economicamente solo con il suo stipendio di professore universitario.
Ritiratosi ufficialmente dalle scene delle attività di ricerca, continuò comunque attivamente a spendersi per trovare dei rimedi contro il morbillo, il tumore e la leucemia. Sabin morì nel 1993 nella quasi totale indifferenza, lasciandoci, oltre al vaccino, insegnamenti di solidarietà dove il bene superiore prevale su qualsiasi interesse.
Non fu mai insignito del premio Nobel e questo fu uno dei più grandi torti nella storia della medicina.
La grande Storia però gli ha riconosciuto il ben più prestigioso titolo di "Benefattore dell’umanità!"
Antonio Pezzullo
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