Gli articoli di Antonio Pezzullo
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La Missione Artemis II
Uno straordinario viaggio intorno alla Luna
Proprio nel giorno del Venerdì santo 2026, dall'alto della loro navicella spaziale, gli astronauti della missione Artemis II, che erano in viaggio per circumnavigare la luna in vista della prossima missione umana sul nostro satellite, ci hanno mandato una stupenda immagine del nostro pianeta. La Terra è raffigurata interamente in tutto il suo splendore, si presenta come una bellissima sfera azzurra, piena di colori, che emerge dal buio assoluto dello spazio.
Questa foto dovrebbe farci riflettere sul nostro privilegio di abitare il pianeta più bello dell'universo, l'unico al momento noto in cui c’è vita intelligente e che è anche la nostra unica casa.
Eppure, qui sotto, dal basso della superficie terrestre, gli uomini si dimostrano spesso poco intelligenti, si ostinano – imperterriti - a rendere questo pianete il più brutto possibile, con infinite guerre distruttive, con lo sfruttamento indiscriminato dell'ambiente e delle sue preziose ed esauribili risorse.
È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà. In effetti è proprio così e questa immagine bellissima del nostro pianeta, della nostra casa comune nel cosmo, è anche una grande lezione di riflessione ed umiltà per tutti gli uomini!
La Missione Artemis II, nella domenica di Pasqua, ci ha fatto scoprire altre spettacolari immagini, dalla faccia nascosta della Luna (quella che dalla Terra non vediamo mai) al cosiddetto sorgere della Terra, che hanno continuato ad emozionare gran parte dell’umanità.
Ma che cosa hanno invece provato i protagonisti, gli astronauti che hanno compiuto questo viaggio spaziale che resterà negli annali delle missioni spaziali?
Le loro testimonianze sono un altro messaggio che tutti gli uomini di buona volontà dovrebbero ascoltare e fare loro.
Nel momento più difficile della missione, pochi istanti prima di raggiungere il lato nascosto della Luna e di perdere per qualche tempo il contatto con la Terra, Victor Glover, il pilota di Artemis II, ha letto questo celebre passo del Vangelo di Matteo: «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso».
Subito dopo, Glover ha espresso questo pensiero agli abitanti della Terra: «E così, mentre ci prepariamo a uscire dalla comunicazione radio, continueremo a sentire il vostro affetto dalla Terra; e a tutti voi, sulla Terra e intorno ad essa, mandiamo il nostro amore dalla Luna».
Ma non è finita qui: in occasione della domenica di Pasqua 2026, gli astronauti hanno mandato un altro bel messaggio a tutti gli uomini:
“Siamo molto lontani dalla Terra ed osservando la bellezza del creato, una delle prospettive più importanti che abbiamo da quassù è che possiamo vedere la Terra come un tutt’uno.
Vi stiamo parlando perché noi siamo in un’astronave molto lontana dalla Terra. Ma voi siete su un’astronave chiamata Terra, creata per darci un posto dove vivere nell’universo, nel cosmo. Forse la distanza che ci separa da voi, vi fa pensare che ciò che facciamo sia speciale, ma in realtà noi siamo alla stessa distanza da voi.
Stiamo cercando di dirvi, fidatevi di noi, che siete speciali! In tutto questo vuoto, in tutto questo nulla, in questa cosa chiamata universo, avete quest’oasi, questo meraviglioso luogo in cui possiamo esistere insieme. Mentre ci avviciniamo alla domenica di Pasqua, pensando a tutte le culture del mondo, che la celebrate o meno, che crediate in Dio o meno, vi diciamo che questa deve essere un’opportunità di ricordarci dove siamo, chi siamo, che siamo tutti uguali e dobbiamo vivere tutto questo insieme!"
Stanotte si è conclusa felicemente la missione con il rientro degli astronauti sulla Terra.
Come altri leggendari eventi dell’avventura spaziale umana, dall’Earthrise di Apollo 8 al Pail Blue Dot di Voyager I, anche Artemis II ci ha lasciato qualcosa di bello.
Il ritorno umano attorno al nostro satellite è diventato un racconto in scatti tra scienza, fede, rischi invisibili e paesaggi straordinari osservati per la prima volta attraverso gli occhi degli astronauti che sono diventati anche i nostri occhi.
Antonio Pezzullo
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